Il rilancio del sito industriale

SILVA ha presentato agli uffici tecnici della Provincia di Vicenza il proprio piano di sviluppo industriale, all’insegna dell’economia circolare, caratteristica che accomuna tutte le società del gruppo EcoEridania, leader in Italia e in Europa nella gestione di rifiuti speciali di origine sanitaria e industriale. Per il sito di via Terraglioni, fino ad oggi dedicato alla rigenerazione di sabbie di fonderia e produzione di sabbie rivestite, Silva ha in previsione di mantenere ed efficientare i servizi di recupero delle sabbie esauste che da sempre offre al tessuto industriale vicentino e veneto attraverso il rifacimento del forno di calcinazione già esistente ed autorizzato da ottobre 2014, e di realizzare un impianto di sterilizzazione del rifiuto sanitario.

Il piano, che prevede un investimento di circa 30 milioni di euro, a regime porterà ad un incremento dell’attuale livello occupazionale di circa 100 unità, tra personale diretto ed indiretto (ditte per manutenzioni). Il progetto dovrà affrontare una procedura di PAUR (Procedimento Autorizzatorio Unico Regionale) per il cui rilascio è delegata la Provincia di Vicenza. I numerosi enti coinvolti dall’iter autorizzativo avranno il compito di valutare nel merito il progetto verificando – senza margine di dubbio – quanto proposto da Silva, sia in relazione al rispetto di tutte le norme associate alla tipologia di sito industriale, sia ai possibili impatti sull’ambiente e sulla salute degli abitanti.

FAQ

Il progetto di sviluppo dell’area denominata T44 prevede un’implementazione di attività a suo tempo esistenti e la realizzazione di una nuova impiantistica funzionale ad attività già in essere nel gruppo EcoEridania. In particolare:

  • sarà sviluppata l’attività di trattamento delle sabbie provenienti dai cicli produttivi delle fonderie che verranno trattate con processi termici e meccanici al fine di riottenere una sabbia riutilizzabile nel ciclo produttivi delle fonderie stesse. In questo modo si soddisfa pienamente un principio dell’economia circolare trasformano un rifiuto in una materia prima peraltro riutilizzata dallo stesso processo che lo ha generato.
  • verrà realizzato un impianto di sterilizzazione di rifiuti sanitari. L’impianto completamente automatico trasforma il rifiuto in un materiale alternativo ai combustibili fossili e consente di dotare la Regione Veneto di una struttura che soddisfa i bisogni delle aziende sanitarie regionali. La tecnologia utilizzata è quella già sviluppata dal gruppo EcoEridania in altri siti ed evita di trasferire i rifiuti della regione, già ad oggi gestiti dalla Società, in impianti extra regionali accorciando in tal modo la filiera dal produttore allo smaltimento a vantaggio anche di una riduzione dell’impatto causato dall’attività di trasporto.
  • ripristino dello scalo ferroviario che consentirà, in particolare per la gestione delle sabbie vergini, una riduzione del trasporto su gomme attualmente utilizzato.

La realizzazione degli interventi prevede la predisposizione di istanza autorizzativa secondo il procedimento amministrativo definito PAUR delegato dalla Regione alla Provincia di Vicenza. Si prevede che tale istanza sarà inoltrata entro la fine di giugno.

Il monitoraggio è previsto su tutte le emissioni in atmosfera e sulle acque prodotte dagli impianti. Altri tipi di monitoraggi effettuati con frequenze periodiche riguarderanno i controlli dei piezometri di monitoraggio della falda oltre che del rumore.

Il progetto prevede la protezione di tutte le superfici ove avvengono le lavorazioni e presidi di controllo specifici. Trattandosi inoltre di trattamenti su materiali solidi è da escludersi qualsiasi rischio connesso a contaminazioni della falda a causa di tali lavorazioni. Gli unici liquidi derivanti dai processi sono acque di lavaggio che vengono trattate in impianto di depurazione realizzato allo scopo.

Non vi sono rischi in tal senso perché l’impianto di sterilizzazione è completamente automatico e non prevede attività delle persone nel processo. Anche le emissioni derivanti da aspirazioni di aria in alcune fasi del processo vengono trattate termicamente in un impianto termico e pertanto nessun rischio infettivo è possibile.